12.12.09

UNA VELA PER SALERNO

Posted in Varie at 13:53 di redazione

Sulle note del Concerto di Aranjuez di Joaquin Rodrigo si è alzato il sipario sul plastico del fronte del mare di Salerno, da Piazza della Libertà fino a Piazza della Concordia
Il plastico è stato presentato dal Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca questa mattina, sabato 12 dicembre alle ore 11.00 nel Salone dei Marmi del Palazzo di Città del Comune di Salerno.
Nel corso dell’evento, l’intervento del Sindaco si è concentrato su Piazza della Concordia nella cui area lo stesso progettista Ricardo Bofill ha immaginato una vela avveniristica protesa verso il mare destinata a diventare un altro simbolo di Salerno e della Campania nel mondo.
La vela (di fatto una doppia vela) sarà alta 72 metri (De Luca ha parlato di 75 metri) e ospiterà, nei suoi 17 piani, uffici (per sei piani) e un albergo sul mare (100 camere). Non sono previste residenze private. Il progetto prevede l’interramento di via Lungomare per circa 260 metri , nel tratto compreso tra piazza della Concordia e Piazza Mazzini.
Il Sindaco ha illustrato lo sviluppo complessivo di riqualificazione ambientale ed urbanistica del fronte del mare di Salerno: la stazione marittima di Zaha Hadid, ormai in fase di ultimazione, Piazza della Libertàdi cui procedono i lavori, piazza della Concordia con la Vela, il porto turistico Marina d’Arechi di Santiago Calatrava ed il Parco marino a sud del capoluogo. Tale trasformazione urbanistica prevede anche l’ampliamento dei porti turistici Santa Teresa, Masuccio Salernitano e Polo nautico di Pastena ed un comparto PIP completamente dedicato alla cantieristica navale e nautica.
Sarà eliminata l’attuale scogliera di massi davanti al lungomare di Salerno, sostituita da dighe sotto il livello dell’acqua. Sarà, anche, ripristinata la spiaggia da Santa Teresa fino al Masuccio Salernitano.
Il plastico ha la dimensione di 12 metri di lunghezza e permette di “apprezzare in pieno l’armonica proporzione dei rapporti tra gli edifici e gli edifici e il mare, oltre che l’importanza, la complessità e la qualità artistica della trasformazione urbana” che il Comune di Salerno sta realizzando per recuperare a pieno la risorsa mare in termini ambientali, economici e funzionali.
“Il nuovo fronte del mare di Salerno consentirà di realizzare opere dalla grande importanza economica, ecologica, occupazionale che diventeranno un simbolo di speranza e di attrazione per il Sud e per l’Italia”.
Ingente l’investimento previsto, in gran parte in project financing. Circa 220 milioni di euro, di cui 70 solo per la doppia vela. Secondo De Luca solo alcuni interventi strutturali, come l’interramento del lungomare, potrebbero essere realizzati con finanziamenti pubblici.
Dopo la presentazione ufficiale del Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca il Palazzo di Città resterà aperto anche nelle ore successive per consentire ai cittadini ed ai visitatori di ammirare da vicino il maxi plastico del fronte del mare – piazza della Concordia con le opere previste dal progettista Ricardo Bofill. In particolare il Salone dei Marmi sarà aperto dalle ore alle ore 16.00 alle ore 21.00 di sabato 12 dicembre e da domenica 13 a domenica 20 dicembre, tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.00 alle ore 21.00.

Il video del Comune di Salerno della presentazione


Per visualizzare il filmato, deve essere installato Windows Media Player versione 7.1 o successiva
Se non ce l’hai, puoi scaricarlo da qui

24 commenti »

  1. Alex said,

    Dicembre 12, 2009 at 23:52

    Mi lascia un pò interdetto questa “vela”. Il crescent è più simile allo stile architettonico salernitano invece questo progetto constrasta molto con gli edifici circostanti. Siamo sicuri che sia una buona idea?

  2. la mia città sta morendo said,

    Dicembre 13, 2009 at 00:40

    “Sulle note del Concerto di Aranjuez di Joaquin Rodrigo” … e basta co sta Spagna!!!! Siamo a Salerno, Campania, Sud della penisola italiana, 1.605,2 km da Barcellona. Anche il più fermo oppositore delle logiche identitarie e nazionaliste direbbe che questo è troppo, ritroviamo l’anima della nostra cultura, già ci sono più Kebab chepizzerie, fra poco lo scarpariello si farà col gazpacho (salsa di pomodoro dolciastra tipica della penisola iberica, ndr)

    Inoltre la musica ha un che di preludio a una catastrofe…grattiamoci.

  3. la mia città sta morendo said,

    Dicembre 13, 2009 at 00:55

    quella bacchetta quella bacchetta…………..mmmmmm

    è……ssssh……..straoordinario…………………….

    Valencia non ha un ingresso monumentale, io ci sono arrivato da una rampa della tangenziale.
    Questo non è un intermento di bonifica ambientale, è volgare edilizia cittadina.
    De Luca non sei un belvedere.
    Ecco, bravo, lasciamoci ALLE SPALLE la storia della NOSTRA città.
    TU sei sconvolgente.
    Un porticato di 4 chilometri? Neanche il duce c’era mai riuscito.

  4. la mia città sta morendo e neanche io mi sento tanto bene said,

    Dicembre 13, 2009 at 01:23

    “Il crescent è più simile allo stile architettonico salernitano”
    ??????????????????????????????????????????????????????????????????’

  5. Siegfried81 said,

    Dicembre 13, 2009 at 15:54

    ..certo che è davvero brutta! :-(

  6. salerno said,

    Dicembre 13, 2009 at 18:50

    io certi interventi li vedo più di bonifica che di disastro ecologico ambientaleecc…
    sono i fini che sono sbagliati…l’idea della spiaggia della piazza più grande…non sono sbagliati danno lavoro a tanta gente..ma l’albergo??

  7. gr said,

    Dicembre 14, 2009 at 10:24

    Sinceramente,
    anch’io sono dell’idea che il Crescent, piaccia o no, era più in linea con lo skyline salernitano.

    A me i grattecieli non piacciono proprio … sinceramente, anche se sono sempre stato in linea con i progetti di De Luca, spero che non si faccia.

    Se proprio volete fare un grattacielo non fatelo al centro del lungomare ….

  8. Max said,

    Dicembre 14, 2009 at 19:21

    Il progetto è bellissimo e questo grattacielo è più alto dei palazzi circostanti non più di qualche piano. Considerando poi la bruttura dei palazzi che affacciano su piazza della concordia qualsiasi cosa migliorerà l’aspetto generale.

  9. SOLOXSALERNO said,

    Dicembre 14, 2009 at 22:13

    Un progetto grandioso e bellissimo: un vero sogno!! Auguriamoci solo che i privati dimostrino di avere il coraggio di investire nella realizzazione di questa nuova Salerno…

  10. pastenaco said,

    Dicembre 15, 2009 at 12:25

    Aspetto di sentire o di leggere il parere dei ”Santoni”della Soprintendenza. Hanno bocciato un progetto per la copertura di una scala ad un garage sul lungomare… 2 mq. di plexiglas a due metri di altezza da terra… Sapete perché ? Impediva la vista del mare a quanti transitavano sul lungomare. VERGOGNA !!!

  11. PERPLESSO said,

    Dicembre 15, 2009 at 12:41

    Orbene finalmente una architettura ‘organica’ ! La stazione marittima a forma di ostrica o di nave (a me sembra un aspirapolvere) e un hotel a forma di vela. Salerno puo essere contenta di tanta fantasia. Mi auguro che nel futuro si proponga almeno un mercato ittico a forma di zucca o di peperone e un nuovo aeroporto a forma di gabbiano. Ci vuole coerenza non vi pare?

  12. Alex said,

    Dicembre 15, 2009 at 17:34

    Bello o brutto speriamo che si faccia. Speriamo che si muova qualcosa perchè è da una vita che aspettiamo un tale cambiamento!!

  13. Max said,

    Dicembre 15, 2009 at 18:16

    L’aspirapolvere come lo chiama qualcuno ha ricevuto ampi consensi alla Biennale di Architettura di Venezia. Magari li di architettura qualcosina ne capiscono! E poi Barcellona ha costruito sul suo lungomare una vela sempre di Bofill è nessun cervellone ha pensato di dire che fosse in contrasto con l’architettura e la storia della città qui invece pare che si stia per distruggere un’opera d’arte.

  14. Salerno mostra la sua vela sul mare | said,

    Dicembre 15, 2009 at 21:21

    [...] alta 72 metri per 17 piani. Pochi giorni fa il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca ha presentato il plastico di uno dei più avveniristici progetti di architettura sviluppati da una media città italiana, [...]

  15. Belfagor said,

    Dicembre 16, 2009 at 21:04

    x Max. Mi associo in pieno con quanto scritto da Perplesso. Alla biennale come all’interno delle commissioni esaminatrici dei concorsi internazionale ci sono eminenti ‘Critici’. Tanto di cappello! senza problemi anche perché conosco qualcuno di pesona. Ma ho detto Critici. Ma fintantoché i giudizi sulla Archiettetura continueranno a darla i critici vedremo sempre più le nostre città piene di aspirapolvere, frullatori e frigoriferi.

  16. Belfagor said,

    Dicembre 16, 2009 at 21:10

    a proposito della stazione marittima o delle vele della concordia..

    IL FINE E IL MEZZO

    Di diffusione ormai planetaria il CAD (computer aided design) o ‘progettazione assistita dal computer’ tra i tecnici del settore è sigla universalmente riconosciuta di disegno tecnico. Una vera e propria rivoluzione nel settore che ha consentito estrema precisione e universalità di applicazione.
    La sua evoluzione dal disegno bidimensionale a quello tridimensionale ha consentito poi la rappresentazione globale ( piante, prospetti, sezioni, prospettive) di qualunque oggetto o manufatto.
    In epoca ancora più recente il CAD è stato affiancato dalle procedure CAM. Quindi CAD CAM è diventata la sigla delle applicazioni tridimensionali a tutti i processi tecnici di progettazione con passaggio diretto dal modello virtuale a quello fisico e materiale.
    Si vedono sempre più frequentemente rappresentazioni tridimensionali di oggetti di uso comune ( basti pensare ai semplici elettrodomestici che ci sono in tutte le case) o le automobili che usiamo per i nostri spostamenti. Sono tutti progettati per mezzo del sistema CAD CAM. Una volta ‘formato’ l’oggetto al computer nello spazio tridimensionale si ‘plasma’ la sua sagoma in legno o altro materiale per mezzo di un sistema di ‘fresatura’ attraverso l’opera di una macchina che è una sorta di plotter o stampante che invece di disegnare sul piano ’scolpisce’ nella materia fisica le forme tridimensionali ottenute da computer.
    Da qui il passaggio ad uno stampo e poi alla produzione dei moduli in plastica, in metallo o altro materiale. Questo innanzi descritto è il processo di progettazione, formatura dei prototipi, e della produzione.
    Ma osservando con attenzione alcuni strani ‘oggetti’ vengono fuori delle strane considerazioni. Cosa è accaduto in tempi recenti con una serie di oggetti particolari che si chiamano ‘architetture’ ? Il CAD , come dicevamo, ha rivoluzionato il processo progettuale: precisione, velocità, normalizzazione.. ecc. Un livello cosi accurato di controllo del processo progettuale non si poteva avere altrimenti. La visione ‘tridimensionale’ adesso ci consente di attraversare le opere che progettiamo e possiamo esattamente sapere il suo aspetto definitivo con l’arricchimento dato dalla procedura ‘rendering’ che ci replica fedelmente tutti i materiali che adoperiamo.
    Ma allora qualcuno potrebbe obbiettare:
    Dove sta la truffa progettuale?
    Cerco di spiegarlo nei passaggi successivi.
    Ora immaginate un frutto: Una pera ad esempio. Un pittore fiammingo l’avrebbe rappresentata alla perfezione. Colore, forma, particolari di dettaglio. Ma sempre sulla angusta tela o tavola incorniciata e messa al muro. Col moderno procedimento di rappresentazione e di disegno la famosa pera viene rappresentata nella sua spazialità. Dentro e fuori. Una serie interminabile di punti definiti nello spazio virtuale secondo le coordinate (x,y,z) ne danno sullo schermo la forma esatta e il colore. Il bello è che questa pera la posso riprodurre esattamente nella stessa forma e dimensione all’infinito (naturalmente non commestibile ma in plastica in legno in metallo in pietra e in tanti altri materiali).
    Cosa è accaduto allora?
    Guardo perplesso alcune realizzazioni di architettura recenti: L’auditorium a Roma realizzato da Renzo Piano, alcuni ultimi progetti di Frank. O. Gehry, alcune realizzazioni di Zaha Hadid ecc.
    Geometrie complesse e difficili da gestire se non attraverso il computer. Volumi nello spazio articolati secondo piani di curvatura particolari. Insomma: oggetti molto particolari impossibili da gestire con metodi tradizionali della progettazione architettonica.
    Quindi dobbiamo ritornare al famoso tavolo da disegno? Riga e squadra per non correre il rischio della ‘truffa’ progettuale ?
    No! non sto dicendo questo, ma sollevo le mie perplessità di fronte ad ‘architetture’ che poco hanno di architettura e molto di oggetto di uso comune. Strane scatole accartocciate o volumi che non hanno una matrice geometrica unitaria che non contengono elementi storicizzati tipici dell’ oggetto di architettura (porte, finestre, coperture, portici, logge…) e che potrebbero tranquillamente assomigliare ad un aspirapolvere o ad un frullatore sono da considerare architetture?
    Una architettura (vedi il grande Bruno Zevi) è caratterizzata da uno spazio interno nel quale l’uomo si muove, abita, lavora…)
    Un aspirapolvere o un frullatore hanno un loro spazio interno dove si trova il motore, i collegamenti elettrici ma in questi ‘oggetti’ l’uomo non si muove, non abita, non lavora. Il mezzo (strumento di disegno e progettazione) giustifica il fine (prodotto di architettura) ?

  17. Marco said,

    Dicembre 17, 2009 at 13:13

    Dopo la bocciatura del Crecent da parte dei professori:Doflex,Sgarbi,Bohigas,Cuomo,Martino,Cacciatore,Cantillo e per ultimo D’Agostino ( e contro il il gemello di Savona Carlo Freccero).
    Il tanto pubblicizzato modello spagnolo ,punta si sull’architettura moderna ,come contenitori di attrative culturali turistiche :Bilbao (Museo arte moderna),Barcellona(Acquario),Valencia(Museo delle Scienze) e via discorrendo ,e stato applicato a Reggio Calbria ,non a Salerno,dove gli immobili sono dei contenori vuoti ,in capaci di creare turismo.
    No all’ architettura muscolare di Bofil per interesse privato di Salerno.
    Si all’architettura mirata per interesse pubblico di Reggio Calabria .
    Differenze tra il fronte del mare di Bofil di Salerno con quello di Reggio Calabria della Hadid:
    1)Dimensioni dei due immobili , i due immobili della Hadid sono di dimensione notevolmente ridotti,sia in altezza che in dimensione , rispetto ai due mastondondici immobili progettati da Bofil (vela e crescent).
    2)i complessi della Hadid ,hanno delle attrattive culturali e turistiche come il Museo del Meditarraneo e museo Versace e l’acquario ,mentre gli immobili di Bofil non hanno nessuna attrattiva ,sono immobili è basta .
    3) l’utillizzo degli due immobili della Hadid hanno un chiaro interesse pubblico :auditorium ,museo acquario ,botteghe d’artigianato ,stazione marittima ; gli immobili di Bofil hanno un mero interesse privato, hanno infatti una destinazione residenziale e commerciale,i principali beneficiari sarranno i propietari degli immobili .
    4)l’originalità dell’opere della Hadid contro le due opere di Bofil ,con linee apliamente inflazionate ,di Crescent ve ne sono una miriade ,di vele tra Porthsmouth,Dubai,Barcellona e via discorrendo ,non sono una novità.
    L’idea Kesianiana che bisogna muoversi ,anche scavare buche o costruire immobili per sostenere l’economia , è un idea ormai passata.

  18. Alex x Belfagor said,

    Dicembre 18, 2009 at 14:32

    Non capisco questo articolo cosa voglia dimostrare. Gli architetti replicano le loro opere? Ma la Reggia di Caserta non è nata sul modello della reggia di Versailles? La cupola di San Pietro in quante altre basiliche è stata riproposta? Quindi anche in passato si progettava con il copia ed incolla.

    Oggi se si guardano le auto dell’Audi hanno praticamente tutte lo stesso muso cambia solo il posteriore. Ma alla fine se vedi i progetti delle auto degli anni 60 erano praticamente delle scatole di lattine. Ci sono comunque diversi vantaggi nell’uso del CAD CAM. Ad esempio è possibile non solo progettare un’auto ma anche valutare la sua areodinamicità per cercare di ridurre i consumi. Insomma sarà anche vero che la progettazione è diventata un processo “freddo” e facilmente replicabile ma credo che i vantaggi siano di gran luca superiori.

  19. Marco said,

    Dicembre 18, 2009 at 17:12

    Significa che il gli immobili di Bofil non sono un’attrattiva turistica ,ma semplici immobili per due motivi:1)perchè il modello europeo è di utilizzare l’architettura moderna ,per costruire dei contenitori per attrattive turistiche :Bilbao (Museo arte moderna Guggenheim), Barcellona(Acquario), Valencia(Museo delle Scienze) , Glasgow (Centro delle Scienze) e via discorrendo .A Bilbao vanno a vedere il museo d’arte moderna ,anche per l’opera di Ghery, ,ma non solo per l’immobile che ha costruito Ghery.
    2) Cito Peter Eisenman, uno degli architetti più famosi del mondo: “ la buona architettura sta nello specifico, in creare ciò che è diverso da quello che gira nell’ aria”,cioè se non costruisci qualcosa d’originale ,nessuno viene a vederla, è stata costruita la copia della torre Effeil in Giappone ,ma tutti vanno a vedere la torre Effeil di Parigi.

  20. G.L said,

    Dicembre 19, 2009 at 17:04

    Ecco un altro bel plastichetto che si aggiunge alla schiera di progetti che rimangono tali. La stazione marittima sta per essere ultimata? Io ero rimasto a dei muri perimetrali, non penso sia poi così finita a meno che per ultimata non si usi la misura usata per la cittadella giudiziaria in via di completamento ormai da anni. Sinceramente ora questa vela potrà anche essere coerente con il contesto che non presenta palazzine eclettiche ma edifici tutto sommato moderni, ma la piazza è troppo pavimentata, ci sono solo dei rettangolini di giardino messi così giusto per riempire un pò di vuoti, quando poi sarebbe stato molto meglio formare un nuovo polmone per una citta con l’asma.

  21. tuff gong said,

    Gennaio 2, 2010 at 21:12

    Che idiozia, che volgarità, quante bugie, che a ricercarle altrove non si hanno eguali. Modesto primato per una città che cerca sempre i suoi modelli non solo tra i meno adeguati, ma anche tra i più negativi: nell’800 la zona di Fratte era chiamata la Manchester delle Due Sicilie, per via delle Cotoniere, quando nella Manchester descritta da Engels si moriva a trent’anni per il lavoro in fabbrica, e non era certo un locus amoenus, mentre da un po’ di anni vuole essere Barcellona, dove lo sventramento dello storico Poble Nou non è stata poi così apprezzata da storici, geografi e abitanti del luogo, secondo quanto ho potuto ascoltare dalla voce del prof. Petros Petsimeris ad un convegno di geografica sociale, ma guarda un po’ ha portato soldi a costruttori, albergatori e comune. In ultimo a tutto Dubai, il posto più costoso, del mondo? Ma non lo diceva anche un certo Munari che il lusso non è design?
    Il popolo plaude….ed io concludo: ognuno ottiene quello che si merita.

    Insomma, perchè non ” Salerno come Salerno? ”
    Qualcuno me lo puo’ spiegare?

    Cordiali saluti,
    Daniele

  22. x tuff said,

    Gennaio 4, 2010 at 23:31

    Io non capisco il tuo intervento a cosa vuole mirare. Va bene non siamo più la Manchester delle Due Sicilie ma che possiamo farci. Se oggi si produce tutto in Cina e non possiamo competere cosa possiamo farci? Dovremmo buttare via i soldi solo perchè una volta ci chiamavano la Manchester delle Due Sicilie e tenere su il cotonificio? Io non capisco poi cosa vuol dire Salerno come Salerno. Salerno ha circa 1000 anni di storia e allora sfido chiunque a trovarmi in quasi un millennio di storia un comune denominatore architettonico che possiamo ancora oggi adoperare. Non credo che sia esistito! Certo se ci mettiamo possiamo trovare quattro pietre che se ben “torturate” da qualche saccente professore ci dirà che salerno è etrusta o longobarda o bizantina. Ma per favore cerchiamo di darci da fare e piuttosto che guardare sempre indietro vediamo di guardare avanti che siamo rimasti davvero fuori dall’Europa.

  23. fausto said,

    Febbraio 11, 2010 at 02:50

    Io penso che questo grattacielo starebbe meglio nella zona litorale sud (arechi) per due motivi:
    - c’é molto piu’ spazio per creare una zona all’avanguardia, senza rovinare il centro (pzz. concordia)
    - lo vedo bene insieme al nuovo porto turistico di calavatra, lo stadio e il palazzetto….

    Se dipendesse da me, lo farei costruire precisamente 300 metri dopo il futuro porto ideato da calavatra, collegandolo con una serie d’alberi che partono da marina d’arechi.
    Per quanto riguarda la modifica dei masuccio credo sia una buona pensata, allargare il “porticciolo” non puo’ far altro che bene (senza vela ovviamente).

  24. Poli Kolipo said,

    Aprile 2, 2010 at 14:39

    Ma per favoreeee !?!?!
    Basta Bofill……. non se ne puo’ più !!!!!!
    CHE PALLEEEEEEEEE…
    CHE STRAPALLEEEEEEEEEE…
    un neoclassico???? Ma come si fa?
    Architettura VECCHIA VECCHIA VECCHIA, reazionaria, adatta a cervelli lenti.
    E poi và a finire come nelle villes nouvelles francesi o a Montpellier,….. architettura che invecchia male, poco inserita nel contesto,
    non adatta alla cultura locale, senza visione lungimirante del risparmio energetico, stantia.
    In poche parole GIA UN FALLIMENTO PRIMA DI COMINCIARE.
    E,….. impedire ai politici, i quali non ne capiscono nulla di architettura, di fare delle scelte

    prof. Poli Kolipo

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